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Fitzroya

 

Alberi sempreverdi, con un unico tronco massiccio ricoperto da una corteccia fibrosa, profondamente solcata, che si distacca in strisce verticali. La chioma è conica o bombata, poco ramificata, con rami sottili, orizzontali o leggermente ricadenti, alcuni dei quali si ispessiscono formando i rami principali. I rametti sono disposti in modo alterno e si irradiano nelle tre dimensioni. I germogli invernali sono costituiti da foglie non ancora dispiegate. Le foglie, disposte in triadi alternate, sono squamose o unguicolate, sporgono dai ramoscelli con una lunga punta libera e sono prive di ghiandole. Le piante sono generalmente dioiche.

Il legno di Fitzroya è leggero, tenero, inodore ed eccezionalmente resistente alla putrefazione. L’alburno, stretto e giallastro, contrasta nettamente con il durame rosso-bruno-aranciato, spesso striato di tonalità più chiare o più scure, ma che perde la sua brillantezza con l’età. Gli anelli di accrescimento sono ben distinti. I canali resiniferi sono assenti, sebbene siano presenti cellule resinifere isolate. Le foglie presentano due bande stomatiche bianche ben evidenti su entrambe le facce, una nervatura mediana unica situata al di sopra di un grande canale resinifero e una struttura interna relativamente semplice, adattata alla fotosintesi delle piante sempreverdi.

Il genere comprende una sola specie vivente, Fitzroya cupressoides, originaria delle Ande meridionali e delle catene costiere dell’America del Sud, dove costituisce un elemento forestale di grande importanza. Il nome del genere onora il viceammiraglio britannico Robert FitzRoy, capitano della HMS Beagle durante il celebre viaggio di esplorazione con Charles Darwin.

Sebbene Fitzroya sia coltivata in modo limitato nelle regioni temperate fresche e umide, in particolare in giardini botanici e grandi parchi, non è stata selezionata alcuna cultivar. I dati morfologici e molecolari indicano che il genere è più strettamente imparentato con il genere tasmaniano Diselma e con quello africano Widdringtonia, nonostante le notevoli differenze nella disposizione delle foglie.


 

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