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Sciadopitys

 

Albero sempreverde con corteccia fibrosa e relativamente liscia, che si esfolia in strisce strette sul tronco singolo. I rami sono corti, sottili e densamente disposti, arcuandosi delicatamente verso l’alto; sono spesso inizialmente organizzati in verticilli di tre a cinque sopra un verticillo di aghi. I rametti presentano una porzione rigonfia all’estremità di ciascun incremento di crescita, caratterizzata da un ridotto allungamento internodale, e una porzione inferiore più sottile, di lunghezza variabile, con un marcato allungamento internodale. Ogni rametto combina quindi caratteristiche di germoglio corto e di germoglio lungo in segmenti diversi; è scanalato tra le basi fogliari, glabro, inizialmente verde, poi brunente entro il primo anno.

Le foglie sono disposte a spirale e si presentano in due tipi: foglie squamiformi brunastre, sparse lungo i rametti e raccolte in due o tre pseudovertricilli densi all’estremità di ciascun incremento di crescita; e aghi doppi, lineari, fotosintetici e disposti radialmente, inseriti all’ascella delle foglie squamiformi verticillate (da cui il nome scientifico, che in greco significa “pino ombrello”). Gli aghi sono tradizionalmente interpretati come germogli nani di tipo pinaceo, derivanti dalla fusione laterale di due aghi; la loro origine composta è evidenziata dalla presenza di due fasci vascolari completi, ampiamente separati, e da una marcata scanalatura mediana sia sulla faccia superiore sia su quella inferiore.

La specie è monoica. I coni pollinici sono riuniti in densi grappoli sferici in prossimità delle estremità dei rametti e producono granuli pollinici di dimensioni piccole o medie, con superficie ornamentata. I coni ovuliferi sono legnosi, solitari all’estremità dei rametti, maturano nel secondo anno e portano numerose scaglie embricate, ciascuna delle quali produce diversi semi alati. Le plantule presentano due cotiledoni e il numero cromosomico di base è x = 10, carattere che distingue ulteriormente il genere dalla maggior parte delle altre conifere.

Il legno di Sciadopitys è leggero, tenero e fortemente profumato, con scarsa differenziazione tra alburno e durame e completa assenza di canali resiniferi. Anche l’anatomia degli aghi è peculiare, con una singola banda stomatica nella scanalatura inferiore, canali resiniferi appaiati agli angoli esterni e tessuto fotosintetico organizzato in un unico strato a palizzata. Questi caratteri, associati a una morfologia di crescita altamente distintiva, separano nettamente Sciadopitys da tutte le altre conifere attualmente esistenti.

Oggi sopravvive una sola specie, Sciadopitys verticillata, endemica del Giappone. Sebbene in passato fosse accostata alle sequoie, evidenze convergenti di tipo morfologico, evolutivo, paleobotanico, citogenetico e molecolare ne supportano l’inclusione in una famiglia propria, le Sciadopityaceae, sorella sia delle Cupressaceae sia delle Taxaceae. I reperti fossili indicano che il lignaggio risale al Cretaceo superiore, mentre foglie giurassiche superficialmente simili, un tempo attribuite a questo gruppo, sono oggi assegnate a una famiglia estinta distinta. Coltivata da secoli in Giappone e introdotta in Europa nel 1860, Sciadopitys verticillata rimane una notevole curiosità botanica, apprezzata per una gamma limitata ma distintiva di forme ornamentali.


 

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