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Pseudotsuga

 

Alberi sempreverdi con un tronco dritto e unico che porta numerosi rami orizzontali disposti a spirale, non concentrati in livelli regolari. Corteccia non fibrosa, inizialmente liscia, che si sfoglia in lamelle, poi si frammenta rapidamente e finisce per diventare profondamente solcata tra lunghe creste rettangolari e massicce. Chioma profonda, inizialmente conica, che diventa cilindrica con l’età. Rametti tutti allungati, senza distinzione tra germogli lunghi e corti, lisci o leggermente solcati tra le basi delle foglie inserite, generalmente pelosi in modo transitorio. I germogli invernali sono ben sviluppati, squamosi, privi di resina apparente. Le foglie sono disposte a spirale e si irradiano tutt’intorno ai rami, sebbene siano generalmente un po’ distanziate sul lato superiore. Le singole foglie sono aghiformi, flessibili, piatte o leggermente carnose, generalmente dritte, con un’estremità dentellata, arrotondata o appuntita ma non pungente; la base si restringe in un picciolo corto e distinto, saldamente attaccato al rametto tramite una cicatrice poco profonda.

Dal punto di vista riproduttivo, le specie di Pseudotsuga sono monoiche, con coni pollinici e coni seminali separati sullo stesso albero. I coni pollinici compaiono singolarmente da germogli situati su rami più vecchi e producono granuli di polline insolitamente grandi, quasi sferici, privi delle vescicole aerifere tipiche della maggior parte dei pini. I coni seminali pendono dall’estremità di brevi rami laterali, maturano in una sola stagione e sono facilmente riconoscibili per le loro brattee prominenti a tre punte che sporgono tra le scaglie dei semi. Ogni scaglia porta due semi alati e le plantule possiedono generalmente da sei a nove cotiledoni.

Una caratteristica insolita di Pseudotsuga, che condivide solo con i larici (Larix) all’interno della famiglia delle Pinaceae, è il suo meccanismo di impollinazione. Tuttavia, i due generi non sono strettamente imparentati all’interno delle Pinaceae, poiché Tsuga è un genere abetoide strettamente affine a Pseudolarix, mentre Pseudotsuga è un genere pinoide strettamente affine a Larix. Questi alberi non sono veri abeti (Abies). Infatti, non appartengono alla stessa sottofamiglia delle Pinaceae dei veri abeti (sottofamiglia delle Abietoideae), ma alla sottofamiglia che raggruppa i pini (Pinus), gli abeti rossi (Picea) e i larici (Larix), la sottofamiglia delle Pinoideae.

Il genere comprende quattro specie originarie dell’America settentrionale occidentale e dell’Asia orientale. La più importante è di gran lunga Pseudotsuga menziesii, l’abete di Douglas, che rappresenta la specie arborea economicamente più importante al mondo ed è l’unica ampiamente utilizzata in orticoltura. Le altre specie sono rare o a distribuzione locale e hanno scarso valore commerciale. Sebbene esista una notevole variabilità all’interno delle specie, in particolare in Nord America e in Cina, non esistono limiti netti che consentano di riconoscere ulteriori specie.

Pseudotsuga si distingue anche per le sue peculiarità genetiche ed evolutive. L’abete di Douglas possiede un numero insolito di 13 coppie di cromosomi, contro le 12 della maggior parte dei pini, e ha svolto un ruolo chiave nelle scoperte sulla genetica delle conifere, in particolare per quanto riguarda l’ereditarietà dei cloroplasti trasmessa dal polline e quella dei mitocondri trasmessa dai semi. I fossili indicano che il genere è apparso relativamente di recente, circa 30 milioni di anni fa, nell’Oligocene, e che è sempre rimasto confinato nella sua attuale area geografica, il che potrebbe spiegare le strette relazioni tra le sue specie.


 

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